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    December, 2007

    Più o meno

    A: Aspetta, non ho capito bene. Cosa hai detto al tuo capo?
    B: Gli ho detto che il suo metodo è medioevale, che se la chiesa ha deciso di secolarizzarsi è tempo che lo faccia anche lui. Che è un uomo senza palle, che il senso di frattura con la realtà è percepibile da tutto il suo staff, che è inutile che continua a fare battute sui gay. sono offensive e non fanno più ridere.
    A: No, ma dici sul serio?e poi?
    B: Che nelle situazioni di emergenza è inutile che continui sparare merda sul ventilatore, che abbiamo bisogno di carisma, di un leader che ci sappia organizzare e ci sappia guidare senza farci pesare l'onerosità delle responsabilità. Che i suoi caffè multinazionali cancerogeni se li può mettere nel culo.
    A: Ma sei impazzito? Sei stato appena assunto, non hai un contratto ben definito, non puoi aver detto ciò!
    B: Ho fatto di più, gli ho detto che secondo me non è capace di reggere il comando che è un coglione ritirato a causa della bassa temperatura, che se non fosse che da lui dipende  il mio sostentamento in questo momento delicato della mi vita, con piacere avrei preso coraggio e mi sarei liberato di lui che è cattivo,tetro, annichilisce ogni forma di vita che gli e` intorno. Vedi quella vegetale della sua segretaria. L'altro giorno l'ho portata a pranzo. Due dita in culo aperte sono più stimolanti di lei.
    Ma chi si crede di essere. solo perche discende da tre generazioni di coglioni come lui pensa di avere il diritto di eleggersi la persona piu` importante capace di fare il bello e il cattivo tempo? . Lui il massimo che puoi supervisionare e` il coglione che è.
    Farabutto. Canaglia.
    A: Davvero gli ha detto questo?
    B: Beh!Imbarazzatopiù o meno...

    December, 2007

    Buona Preparazione al 2008

    Dopo un tempo di declino viene il punto di svolta. La luce intensa che era stata scacciata ritorna. C'è movimento, ma non è determinato per violenza... Il movimento è naturale, sorge spontaneamente. Perciò la trasformazione di ciò che è invecchiato diventa facile. Il vecchio viene rifiutato e ad esso subentra il nuovo. Entrambe le misure sono in accordo col tempo; perciò non ne risulta alcun danno.

    I Ching
     
     
    Buona preparazione al 2008
    andreaorlando
    December, 2007

    Radio Nowhere

    Voglio sentire  il ritmo. da qualsiasi parte provenga. di qualsiasi battito sia la cassa. E' un accordo maggiore che diventa minore, e poi maggiore, e poi minore. é una spirale già vista, già suonata. Pratica non evasa.E'  Radio Nowhere. Non voglio sentirmi in colpa. Sono quello che sono. Non voglio più essere quello che non sono.sono e voglio essere Io.
    Voglio sentire il ritmo. che sia fatto di sguardi, di profumi, d'infatuazione. ci deve essere qualcuno vivo lì fuori. é un po' un tiro alla fune. non posso mollare. se mollo nuocerà a tutti (Importa poco) e a me (forse importa di più).
    Ho delle risorse allocate precisamente che non posso dissipare. troppo a lungo sperpero, troppo a lungo neve sciolta al sole.
    Ci deve essere qualcuno vivo lì fuori.
    In più è una questione vettoriale. Se mi lasciassi trasportare dal faceto, non otterrei niente. un fuoco d'articifio interiore, non la scoperta di un satellite. devo tirare dalla parte contraria.Contraria a cosa? Per chi? per quanto?E' un cortocircuito.
    non sono in nessun luogo.eppuresono qui.

    I just want to hear your rhythm.

    I just want to hear your rhythm.

    I just want to hear your rhythm.

    I just want to hear your rhythm.

     Allora tengo duro, ascolto Bruce, lo ringrazio e canto.


    December, 2007

    Cos' parlò Erik Zondag -Cos' tuonò Carlo M. Cipolla

    "La maggior parte degli scrittori,in quanto esseri umani (...lui, Erik Zondak...) non riusciva a sopportarli, tanto meno se ammirava la loro opera. La cosa migliore era non incontrarli mai, era meglio che fossero di carta e se ne stessero dentro una copertina. Odori corporei, pettinature sbagliate, scarpe stravaganti, mogli inappropriate, mania del pettegolezzo, gelosie reciproche o comportamento seduttivo, civetterie, smargiassate..."

    Cees Nooteboom (Perduto il Paradiso, Iperborea - Milano, 2006)

     

    e come se non bastasse

    http://www.libreriauniversitaria.it/data/images/BIT/980/9788815019806g.jpg

    "..Cosa sia il tragico non è difficile né da capire né da definire e se ad un Tizio gira per la testa di apparire come una figura tragica non gli è difficile riuscirvi anche se Madre Natura non ha già provveduto alla bisogna. La serietà è pure una qualità relativamente facile da capire, da definire e per certi versi da praticare. Quel che è difficile da definire e che non a tutti è dato di percepire ed apprezzare è il comico. E l’umorismo che consiste nella capacità di intendere, apprezzare ed esprimere il comico è una dote piuttosto rara tra gli esseri umani.
    Intendiamoci: l’umorismo grossolano, facilone, volgare, prefabbricato (= barzelletta) è alla portata di molti ma non è vero umorismo. È un travestimento dell’umorismo. Il termine umorismo deriva dal termine «umore» e si riferisce ad una sottile e felice disposizione mentale solitamente basata su un fondamento di equilibrio psicologico e di benessere fisiologico. Schiere di scrittori, filosofi, epistemologi, linguisti hanno ripetutamente tentato di definire e spiegare l’umorismo. Ma dare una definizione dell’umorismo è cosa difficile per non dire impossibile. Tanto è vero che se una battuta umoristica non è percepita come tale dall’interlocutore è praticamente inutile se non addirittura controproducente cercare di spiegargliela.
    Chiaramente l’umorismo è la capacità intelligente e sottile di rilevare e rappresentare l’aspetto comico della realtà. Ma è anche molto di più. Anzitutto, come scrissero Devoto e Oli, l’umorismo non deve implicare una posizione ostile bensì una profonda e spesso indulgente simpatia umana. Inoltre l’umorismo implica la percezione istintiva del momento e del luogo in cui può essere espresso. Fare dell’umorismo sulla precarietà della vita umana al capezzale di un moribondo non è umorismo. D’altra parte quando quel gentiluomo francese che saliva i gradini che lo portavano alla ghigliottina, avendo inciampato in uno dei gradini, rivolgendosi alle guardie esclamò: «dicono che inciampare porti sfortuna», quel gentiluomo meritava certamente che la sua testa venisse risparmiata. L’umorismo è così intimamente legato alla scelta accurata e specifica dell’espressione verbale in cui viene prodotto che difficilmente si riesce a tradurlo da una lingua in un’altra. Il che anche significa che è così permeato dei caratteri della cultura in cui viene prodotto che riesce sovente del tutto incomprensibile quando travasato in un ambiente culturale diverso.
    L’umorismo va distinto dall’ironia. Quando si fa dell’ironia si ride degli altri. Quando si fa dell’umorismo si ride con gli altri. L’ironia ingenera tensioni e conflitti. L’umorismo quando usato nella misura giusta e nel momento giusto (e se non è usato nella misura giusta e nel momento giusto non è umorismo) è il solvente per eccellenza per sgonfiare tensioni, risolvere situazioni altrimenti penose, facilitare rapporti e relazioni umane.
    È mia profonda convinzione quindi che ogniqualvolta si presenti l’occasione di praticare del l’umorismo sia un dovere sociale far sì che tale occasione non vada perduta". Carlo M. Cipolla (Allegro ma non troppo, 1988 Il Mulino)